Dal gennaio 2009, per l’intensificarsi del conflitto tra Governo e Tamil nel Nord, le condizioni di vita dei civili intrappolati nelle zone di guerra si facevano di giorno in giorno sempre più critiche. Un gran numero di civili, principalmente donne e bambini, vittime della guerra, riusciva a scappare dalle zone di conflitto (“no-fly zone” mai rispettata), dove erano confinati e dove famiglie intere erano state trucidate. Questi sfollati affluivano verso le zone centrali. Qui il Governo identificò le aree deputate all’allestimento dei campi per accogliere, anche per diversi mesi, gli IDPS (Internal Displaced Peoples) che, in alcuni particolari tragici momenti, raggiunsero il numero di 300.000 individui.
Con uno sforzo bellico non indifferente, le truppe governative riuscivano ad avere la meglio sui Tamil. Gli Organismi Internazionali continuarono a garantire assistenza alla popolazione ancora ospite dei campi e alla popolazione rientrata ma che non possedeva più una casa, un tetto, una terra e una famiglia cui appartenere.
Data l’emergenza umanitaria, AISPO, in collaborazione con CESVI, sempre sotto l’egida del Dipartimento della Protezione Civile, ha contribuito ad assicurare la prima assistenza nel campo profughi di Manik Farm (300.000 persone), nel Distretto di Vavuniya, sostenendo tra l’altro anche gli ospedali di Vavuniya e Cheddikulam. AISPO ha concentrato i propri sforzi nel settore medico e il CESVI in interventi tecnici relativi all’acqua, ai servizi e all’igiene.
Il 2010 ha visto il rientro graduale degli sfollati e il graduale ridursi delle attività del progetto, con il passaggio di consegne alle direzioni degli ospedali di Cheddikulam e Vavuniya.
Le principali attività realizzate nei campi IDPs sono state l’approntamento di un ospedale da campo semipermanente, con un centro medico di coordinamento, la fornitura di materiali medicali e kit chirurgici, l’assistenza tecnica di personale infermieristico e pediatrico, e corsi BLS (Basic Life Support)
L’Ospedale di Vavuniya ha beneficiato di opere di riabilitazione, della fornitura di un apparecchio radiologico e di attrezzature per laboratorio.
L’Ospedale di Cheddikulam ha beneficiato della riabilitazione dell’unità neonatale, della cucina, degli alloggi del personale e dei locali che ospitano la sterilizzazione; è stata realizzata un’unità di potabilizzazione e distribuzione dell’acqua.
Il progetto ha assicurato l'assistenza tecnica di un chirurgo, di un' infermiera di sala operatoria, e la fornitura di consumabili e attrezzature biomedicali.