Colombia
La presenza di AISPO in Colombia risale all’anno 2005, quando con fondi privati l’Associazione sviluppava interventi in Colombia in collaborazione con la Fondazione “Colombia Te Quiero Ver”, di Ivan Ramiro Cordoba. Si promuovevano missioni mediche che risalivano i fiumi della costa pacifica, utilizzando una vecchia imbarcazione adibita in qualche modo all’erogazione di servizi sanitari di base. Nel 2008, grazie ad una campagna di raccolta fondi sponsorizzata da Mediafriend e ad altri contributi di privati, è stato acquistato e equipaggiato uno scafo di maggiori dimensioni (26 metri di lunghezza per 6 di larghezza, con 4 ponti), che può ora erogare servizi sanitari di I e II livello. La nave ospedale San Raffaele fu varata nel giugno del 2009 alla presenza dell’allora presidente della Colombia Uribe.
San Raffaele Natante (Nave Ospedale)
Per poter operare in Colombia, AISPO dovette creare una Ente No Profit, la Fondazione Italo Colombiana del Monte Tabor, di diritto colombiano, che vedeva nel cda la presenza di personalità Italiane.
Da giugno a dicembre 2009 sono state realizzate 4 missioni sanitarie della durata di circa 15 gg ciascuna, mentre nell’anno 2010 le missioni realizzate sono state 8. Nel 2011 sono state realizzate 8 missioni sanitarie.
Le attività sanitarie realizzate grazie alla nave-ospedale sono principalmente visite, anche specialistiche, esami diagnostici e adeguate terapie, più interventi di piccola chirurgia.
Grazie alla campagna di raccolta fondi tramite sms solidale, promossa da Associazione Amici del San Raffaele, a sostegno della Fondazione Italo-Colombiana, sono stati garantiti i costi di funzionamento della struttura e la copertura delle missioni sanitarie, con particolare interesse alla promozione di servizi per la fascia materno-infantile.
Avendo la Fondazione Italo Colombiana raggiunto una capacità di gestione autonoma, sia operativa che economica, nel giugno del 2011 i membri italiani del cda hanno lasciato la carica di consiglieri a favore di eminenti personalità colombiane. AISPO continuerà a sostenere l’iniziativa con assistenza tecnica e campagne di raccolta fondi, che verranno gestiti autonomamente dagli organi fondazionali colombiani.